Il 28 aprile, durante l’Assemblea dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Ancona sono stati consegnati da Mons. Luca Bottegoni, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, gli attestati di partecipazione ai professionisti che hanno frequentato gli incontri che costituivano la parte teorica del corso di formazione laboratoriale per Architetti organizzato nell’ambito della convenzione tra l’Ordine degli Architetti della Provincia di Ancona e l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo.
L’obiettivo del corso era quello di fornire ai professionisti aderenti, che verranno considerati manifestatori di interesse, una formazione interdisciplinare che unisse aspetti teologici, liturgici, artistici e tecnici. Particolare attenzione è stata data all’impatto della riforma liturgica conciliare sull’architettura sacra contemporanea.
Tutte le giornate di studio sono state guidate da Mons. Luca Bottegoni, con l’intervento di esperti nei diversi ambiti disciplinari. Gli incontri sono stati seguiti da una trentina di professionisti che hanno dimostrato grande interesse per gli argomenti trattati e apprezzamento per i docenti coinvolti, scelti dallo stesso Mons. Luca Bottegoni.
La prima giornata, con l’Avv. Simone Longhi dell’Osservatorio Legislativo della Regione Ecclesiastica Marche, ha riguardato il tema: “Normativa canonica e civile sul tema della costruzione di nuove chiese e in particolare sul riuso”.
A questo primo incontro è seguita la lezione del Prof. Luigi Bartolomei imperniata su: “La questione del riuso: sfide e opportunità. Linee guida e riflessioni della Chiesa Italiana sul tema”.
La terza giornata ha visto come relatore Padre Prof. Andrea Dall’Asta su: “Elementi di teologia dello spazio liturgico: fondamenti biblici e teologici; evoluzione storica degli edifici di culto; riforma conciliare; rapporto tra edificio sacro e contesto urbano; esempi di riuso di spazi liturgici”.
Il laboratorio di progettazione finale avrà come tema il riuso di spazi liturgici come spazi funerari e in particolare come columbaria per la conservazione delle ceneri, questa è una soluzione emergente che però presenta criticità legate alla regolamentazione regionale della polizia mortuaria e alla necessità di uniformare i riti funebri a livello diocesano, anche se si tratta di un modo sostenibile per utilizzare edifici religiosi dismessi, rispondendo alla crescente domanda di spazi per la cremazione e conservazione delle ceneri.




